Prigione con sbarre invisibili
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- I ghetti
Fanno paura non solo di notte ma a qualunque ora e a chiunque, ci va sempre il terzo occhio per guardarsi le spalle.
Luoghi senza sbarre che ti ingabbiano, da dove è quasi impossibile uscirne.
Colui che ha avuto la 'sfortuna' di nascere lì è sfruttato malmenato tenuto nell'ignoranza, un inferno da cui è quasi impossibile uscire.
Luogo dove l'ascensore sociale non sale mai tuttalpiù scende underground.
-Il Parlamento è una parola che dà l'idea di un parlare con uno scambio di pensieri.
Non un bunker che chiude e protegge solo pochi fortunati, ma un luogo da cui dovrebbero uscire i più alti pensieri di libertà; quindi, un chiuso che ti libera e ti fa sentire all'aperto.
Ora quando c'è il collegamento diretto col Parlamento si percepisce solo più un ring dove si urla si sbraita si abbaia e non riescono più a mettersi d'accordo, lo voglio dire piano, un serraglio.
Anche se ogni tanto fanno esibire dei concerti con della musica soave che invoglia alla pace, un nobile tentativo per suggerire la calma e incentivare quel parlare quieto tra persone ragionevoli, ma favorisce solo un torpore collettivo.
Tuttavia, la realtà è che quando sono lì a parlare c'è solo il vociare di decine di persone in contemporanea, oppure quando c'è silenzio e inquadrano le poltrone l’aula è semideserta, e quei pochi seduti sembra che dormano, o svolgono attività col cellulare.
Quando avviene lo scambio delle idee fa paura, perché sembra uno sbranarsi, un attacco all'orso da parte di una muta.
La domanda è: Cosa riusciranno a partorire in un ambiente sovreccitato?
Sarà forse la colpa del cellulare con le sue onde magnetiche?
Nel chiuso del Parlamento 500 onde magnetiche in contemporanea fanno male ai pensieri e frenano il parlare calmo e costruttivo.
In contrapposizione, volendo esagerare, i pugili sul vero ring si scambiano gli inchini e le margherite.
Non dico di arrivare al punto di pettinare le bambole, (come dice uno di loro), ma neppure incutere paura e minacce.
- Le paure che i giudici hanno di giudicare i mafiosi.
Coloro che sono imputatati violenti, incutono paura ai giudici timorosi che alleggeriscono di conseguenza le colpe dei colpevoli.
Si spiegano solo così certe sentenze misteriose molto accondiscendenti, che non sono dovute a tangenti, ma alla paura che il giudicante ha del giudicato.
I giudici dovrebbero fare come fanno le forze speciali, quando giudicano dovrebbero indossare una maschera, o un passamontagna, al posto della parrucca, per non essere identificati, o dentro un chiosco tipo confessionale.
Oppure avere una giuria a parte, di dieci persone anonime.
Così la persona violenta giudicata non può prendere di mira un anonimo.
Si capisce anche perché gli avvocati, non sono più soli nello studio, ma sono una squadra, sono aggregati, col motto dei tre moschettieri (tutti per uno e uno per tutti), e questo per non subire ricatti, violenze, e imposizioni, specialmente per non avere paura del cliente.
Se il giudice del tribunale è solo con certi malavitosi si trova in pericolo e sovente alleggerisce la pena al trasgressore, per paura delle ritorsioni, per sé o per la famiglia.
Sarebbe capibile, ma comunque da rimuovere all'istante, quel giudice che si piega timoroso davanti a un violento, per poi fare il leone davanti a un debole ignorante e indifeso (cittadino).
- Paura di sé stessi o meglio del nostro io.
Una miriade di complessi che coviamo al nostro interno.
Complessi indossati come indumenti e aggiunti nel tempo via via che si subiscono nuove situazioni stressanti, come le gonne delle 'cholitas' sulle Ande che quando si comprano una gonna nuova la indossano mettendola sopra a quelle vecchie, arrivando a portarne in contemporanea fino a 10.
I complessi psicologici sono indumenti che ci legano e ci soffocano e per quanti sforzi facciamo, non riusciamo a toglierceli da soli.
- Paura di essere belli e desiderabili.
Imane Fadil, era una ragazza bellissima che non si sottomise, fu usata e gettata nel cassonetto, solo perché bella e sola?
- Paura di chi ha il potere di sgridarti.
Il potere di riprendere qualcuno è ingombrante, mi chiedo se questa autorità sia necessaria. Penso al ragazzino che sbaglia perché non sa ancora che quella cosa è sbagliata, e prova la paura di essere sgridato pur non sapendo per cosa, il ragazzino, va informato, non sgridato.
Comunque tu sollevati, non vivere con le ali abbassate per le tante paure che provi.
La soluzione?
'Hakuna Matata' senza pensieri è la canzone del cartone animato del Re Leone è l'essenza dell'assenza della paura.
Meglio ancora rivolgersi a un Salvatore;
Isaia 41:10 "Non aver paura, perché io sono con te. Non essere ansioso, perché io sono il tuo Dio. Ti rafforzerò, ti aiuterò, ti sorreggerò con la mia destra di giustizia".
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