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martedì 30 giugno 2020

LE PAURE CHE HAI DENTRO

Prigione con sbarre invisibili
Impara a gestire la paura
I GHETTI

- I ghetti

Fanno paura non solo di notte ma a qualunque ora e a chiunque, ci va sempre il terzo occhio per guardarsi le spalle. 

Luoghi senza sbarre che ti ingabbiano, da dove è quasi impossibile uscirne.

Colui che ha avuto la 'sfortuna' di nascere lì è sfruttato malmenato tenuto nell'ignoranza, un inferno da cui è quasi impossibile uscire.

Luogo dove l'ascensore sociale non sale mai tuttalpiù scende underground.


-Il Parlamento
 è una parola che dà l'idea di un parlare con uno scambio di pensieri.

Non un bunker che chiude e protegge solo pochi fortunati, ma un luogo da cui dovrebbero uscire i più alti pensieri di libertà; quindi, un chiuso che ti libera e ti fa sentire all'aperto.

Ora quando c'è il collegamento diretto col Parlamento si percepisce solo più un ring dove si urla si sbraita si abbaia e non riescono più a mettersi d'accordo, lo voglio dire piano, un serraglio.

Anche se ogni tanto fanno esibire dei concerti con della musica soave che invoglia alla pace, un nobile tentativo per suggerire la calma e incentivare quel parlare quieto tra persone ragionevoli, ma favorisce solo un torpore collettivo.

 Tuttavia, la realtà è che quando sono lì a parlare c'è solo il vociare di decine di persone in contemporanea, oppure quando c'è silenzio e inquadrano le poltrone l’aula è semideserta, e quei pochi seduti sembra che dormano, o svolgono attività col cellulare.

Quando avviene lo scambio delle idee fa paura, perché sembra uno sbranarsi, un attacco all'orso da parte di una muta.

La domanda è: Cosa riusciranno a partorire in un ambiente sovreccitato? 

Sarà forse la colpa del cellulare con le sue onde magnetiche?

Nel chiuso del Parlamento 500 onde magnetiche in contemporanea fanno male ai pensieri e frenano il parlare calmo e costruttivo.

In contrapposizione, volendo esagerare, i pugili sul vero ring si scambiano gli inchini e le margherite.

Non dico di arrivare al punto di pettinare le bambole, (come dice uno di loro), ma neppure incutere paura e minacce.


- Le paure che i giudici hanno di giudicare i mafiosi.

Coloro che sono imputatati violenti, incutono paura ai giudici timorosi che alleggeriscono di conseguenza le colpe dei colpevoli.

Si spiegano solo così certe sentenze misteriose molto accondiscendenti, che non sono dovute a tangenti, ma alla paura che il giudicante ha del giudicato.

I giudici dovrebbero fare come fanno le forze speciali, quando giudicano dovrebbero indossare una maschera, o un passamontagna, al posto della parrucca, per non essere identificati, o dentro un chiosco tipo confessionale.

Oppure avere una giuria a parte, di dieci persone anonime.

Così la persona violenta giudicata non può prendere di mira un anonimo.

Si capisce anche perché gli avvocati, non sono più soli nello studio, ma sono una squadra, sono aggregati, col motto dei tre moschettieri (tutti per uno e uno per tutti), e questo per non subire ricatti, violenze, e imposizioni, specialmente per non avere paura del cliente.

Se il giudice del tribunale è solo con certi malavitosi si trova in pericolo e sovente alleggerisce la pena al trasgressore, per paura delle ritorsioni, per sé o per la famiglia.

Sarebbe capibile, ma comunque da rimuovere all'istante, quel giudice che si piega timoroso davanti a un violento, per poi fare il leone davanti a un debole ignorante e indifeso (cittadino).


- Paura di sé stessi o meglio del nostro io.

Una miriade di complessi che coviamo al nostro interno.

Complessi indossati come indumenti e aggiunti nel tempo via via che si subiscono nuove situazioni stressanti, come le gonne delle 'cholitas' sulle Ande che quando si comprano una gonna nuova la indossano mettendola sopra a quelle vecchie, arrivando a portarne in contemporanea fino a 10.

I complessi psicologici sono indumenti che ci legano e ci soffocano e per quanti sforzi facciamo, non riusciamo a toglierceli da soli.


- Paura di essere belli e desiderabili.

Imane Fadil, era una ragazza bellissima che non si sottomise, fu usata e gettata  nel cassonetto, solo perché bella e sola?


- Paura di chi ha il potere di sgridarti.

Il potere di riprendere qualcuno è ingombrante, mi chiedo se questa autorità sia necessaria. Penso al ragazzino che sbaglia perché non sa ancora che quella cosa è sbagliata, e prova la paura di essere sgridato pur non sapendo per cosa, il ragazzino, va informato, non sgridato.


Comunque tu sollevati, non vivere con le ali abbassate per le tante paure che provi.


La soluzione? 

'Hakuna Matata' senza pensieri è la canzone del cartone animato del Re Leone è l'essenza dell'assenza della paura.
Meglio ancora rivolgersi a un Salvatore;

Isaia 41:10  "Non aver paura, perché io sono con te. Non essere ansioso, perché io sono il tuo Dio. Ti rafforzerò, ti aiuterò, ti sorreggerò con la mia destra di giustizia".

La paura è una tenaglia che ti prende alla gola e ti stringe il cuore, bloccandoti.

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ELIMINIAMO IL PUNGOLO

Ora il pungolo è un fazer elettrico.
QUANTE ORE LAVORARE?

Il lavoro, per molti è un pungolo continuo.

Quante ore lavorare?
Il bue dopo una giornata di duro lavoro per tirando l'aratro con gran fatica, ormai stanco, all'improvviso riceve una gran pungolata nel posteriore (una pratica antica riattivata ora col pungolo elettrico), il contadino lo fa per stimolarlo e farlo andare più veloce, ha fame e vuole andare a casa, ma per il bue è un tradimento che non sa a chi dire grazie e che rende la sua fatica ancora più amara.
In definitiva il placido bue non è una belva feroce, ma un servitore mansueto del padrone.
La morale è di esercitare il buon senso, lo si percepisce in quest’affermazione: 
soggiogate la Terra e tenete sottomessi gli animali" senza torturarli.
A chi dice che i robot tolgono il lavoro all'uomo, dite anche che il trattore ha tolto la fatica al bue, avendo ora, dopo una vita di fave e pascoli verdi e quieti, come unico fine diventare pacificamente buon bollito.
A proposito di meccanismi robotizzati, vi racconto un'esperienza di un mio amico che fu assunto in una fabbrica dolciaria e il padrone lo mise sul lavoro e gli disse di controllare le uova e poi aprirle per fare le torte.
Lui si mise d'impegno e le osservava bene e poi le apriva, dopo due ore ne aveva fatto un centinaio a quel punto arriva il padrone gli chiede "hai imparato a controllare le uova e aprirle velocemente"? "Ci sto provando" rispose. Il padrone gli disse: "guarda vedi come si fa" fece scendere dall'alto una tramoggia di mille uova, belle pulite. 
A quel punto una pressa con cinque stantuffi più una base con dei fori, spremettero le uova e rimasero i gusci, un cubo di calcio bello compatto a quel punto le uova erano già in lavorazione. 
Poi gli disse: " le uova sono state pulite prima per bene e lavate e si possono spremere in questo modo tempo 10 secondi e 1000 uova sono messe in lavorazione" 
Questo era un robot primordiale, ma ci fa capire che è utile e ci risparmia molto lavoro, l'uomo ha la mente con l'idea e il controllo, il robot è il braccio per la fatica, così deve funzionare, in modo che l'uomo sia reso libero e abbia molto tempo per sé.
Eliminiamo i pungoli e costruiamo robot, con l'obbiettivo delle 
8 ore alla settimana, due ore al giorno per quattro giorni, oppure con un orario a scelta, per dedicare il resto del tempo come se fossimo a scuola ad apprendere e meditare, 8 ore che tutti lavorano dai 12 anni circa all'esaurimento della propria potenza, cominciando da giovane coi lavori di servizio per spaziare, via via che si impara il rispetto per gli altri, nei vari campi e raggiungere quello fatto su misura che ognuno fa con soddisfazione.
Sta finendo il tempo in cui il ricco col potere di avere servitù umana, pungola i suoi operai. 
Di colpo sarà risolto il problema dei disoccupati, lavoreranno tutti felicemente 
otto ore alla settimana.

Tuttavia la morale di questo articolo sul pungolo, non ha come soggetto il bue né il lavoro né i robot, ma il padrone, cioè tu, e chiederti: "Io quando esercito la mia autorità, come tratto il mio servitore o subalterno che sta' facendo il suo dovere?"
Sono fra quelli che pungolano o gli spiego come fare, per così dire do le fave al bue?
Solo tu lo sai.

Perché dovresti essere la fonte di una sofferenza altrui quando ne puoi fare a meno?

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IL RICATTO QUANTO È ESTESO?

Lo pagò anche con la sua salute

RICATTARE È QUASI NORMALE

Ricattare è quasi normale.

Se fai il bravo ti compro il gelato.

Se ti impegni sul lavoro avrai un aumento di stipendio.

Se studi tanto sarai promosso.

Se vuoi che liberi l'ostaggio devi pagare un riscatto.

Se vuoi una promozione mi devi ...(scusate mi viene da dire una volgarità, mi correggo uso termini civili), ti devi inchinare, piegare e servirmi.

Il ricatto è violenza più o meno grande.

Dio non ricatta nessuno, il suo modo di fare è giusto e retto.

Il suo ragionamento è: "se ti comporti bene ti andrà bene, ma se ti comporti male ti andrà male" 

Lui conosce il finale dei comportamenti, non ti condiziona per niente, ma lascia a te l'agire e la raccolta finale delle tue azioni.

Purtroppo, alcuni che dicono di essere i suoi rappresentanti, ricattano alla grande, per esempio dicono: " se non vuoi andare nell'inferno" in altre parole: "se non vuoi essere punito devi fare come dice Dio usandolo come scudo per propinarti la propria volontà" e così ti senti ingabbiato, condizionato, e ricattato.

Questi falsi rappresentanti, si sostituiscono al comandante, con ragionamenti distorti e ingannevoli.

Al contrario, DIO è limpido non ha malizie o tornaconto personale.

Semplicemente ci vuole bene, e  ci dice la verità e gioisce vedendoci raccogliere il frutto della sua verità.

Il ricatto è il frutto dell'imperfezione, purtroppo ne siamo tutti più o meno contagiati. Il ricatto in qualsiasi forma si manifesta, equivale a estorcere rubare e ingannare.

Tutta un’altra cosa è pagare un riscatto, Gesù lo fece per riscattarci dal peccato di Adamo:

“Gesù è venuto non per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come riscatto in cambio di molti” Matteo 20:28


Ricattare è diabolico, pagare il riscatto 
per gli altri è divino.

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IL PETTEGOLEZZO

Non percepisci la sua umidità
se non ci entri dentro
IL PETTEGOLEZZO
IL pettegolezzo è un serpente che striscia sotto l'erba e quando prende il topo lo schiaccia con la sua bocca come se fosse una noce.
Così il divulgatore desideroso di notizie fracassa il tuo nome attribuendoti azioni o difetti a tua insaputa.
IL pettegolezzo trasforma il tuo nome da buon olio ad aceto malsano.
Coloro che lo alimentano non dicono niente a te, ma tanto agli altri e soffocano con una spirale di parole l'immagine di te.
Comunque il pettegolezzo è come la bruma del mattino sul fiume che impedisce di vedere lo scorrere dell'acqua chiara ma che svanisce poi in pochi minuti con la salita del sole, così l'effetto del pettegolezzo svanisce quando una lingua saggia schiaccerà con coraggio la testa che avanza di colui che dice pettegolando parole su parole, allorché il saggio gli chiede conto di ciò che dice, senza voler entrare dentro la discussione.
Il consiglio del saggio dice:
"Il calunniatore va in giro a rivelare cose confidenziali; non stare in compagnia di chi ama pettegolare" Proverbi 20:19
Non te la prendere, fai un respiro lungo, prendi fiato e rilassati, fatti una granita alla menta piperita, e lascia agli altri il peso delle loro chiacchiere.

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lunedì 22 giugno 2020

IL MORMORARE

Quando il Piave mormorò
 si 
chiusero passaggi e le
comunicazioni.
CATTIVI ESEMPI DI MORMORATORI CHE CI FANNO RIFLETTERE


Il primo mormoratore (è colui che critica borbottando sottovoce), fu il rappresentante che Dio aveva nell'Eden che si lamentò del suo datore di lavoro. 

Dio emanò contro di lui un giudizio definitivo, in un minuto, decretò la sorte a quattro individui diversi, Adamo, Eva, colui che era rappresentato dal serpente, e l'intera umanità che sarebbe discesa da loro. 

“Quindi Geova Dio disse al serpente: “Visto quello che hai fatto, sei maledetto fra tutti gli animali domestici e fra tutti gli animali selvatici. Alla donna disse: “Aumenterò grandemente il dolore della tua gravidanza, e con doglie partorirai figli; i tuoi desideri ti spingeranno verso tuo marito, ma lui ti dominerà”. E a Adamo disse: “Con il sudore della tua faccia mangerai pane, finché non tornerai al suolo, perché dal suolo sei stato tratto: polvere sei e polvere tornerai”. Genesi 3:14
Il giudizio fu diretto, schietto, chiaro, e definitivo, nessuna ombra e nessun dubbio.
È così che vogliamo i nostri rappresentanti, che esercitino l'autorità in modo fermo, immediato, deciso e giusto .
In contrapposizione pensate allo strisciamento del serpente con il suo mormorare verso colui che l'ha creato accusandolo di falsità, di vanità, e di promesse trattenute, tutto alle sue spalle.
Pettegolava, mormorando verso una terza persona che non era presente.
Sicuramente questa prima immagine del mormoratore è veramente deleteria ed è da evitare perché lo degrada, inoltre chiude le porte alle relazioni, facendo diventare l'amico, uno straniero.

Un secondo dramma causato da mormoratori, sicuramente fu quello che avvenne nel deserto quando Cora, Datan e Abiram mormorano contro Mosè. 
Il motivo era l'autorità che Mosè esercitava sul popolo, a loro non andava giù di essere secondi, volevano primeggiare, o almeno gestire alla pari il potere.
Tuttavia vediamo che Mosè agì nella maniera saggia poiché non si difese e non li accusò, ma semplicemente chiese di fare da arbitro al rappresentante di Dio. Sarebbe stato l'angelo a decidere chi delle due controparti era nel giusto.

I tre mormoratori come pure tutti i loro sostenitori precipitarono nella buca aperta dal terremoto, sprofondando negli abissi.  
"E la terra si aprì e li inghiottì insieme alle loro famiglie e a tutti quelli che appartenevano a Cora e a tutti i loro beni" Numeri 16:32
Anche questo esempio ci fa capire che il mormorare non piace a chi gestisce l'autorità.

Il terzo episodio che ci suggerisce di evitare di mormorare fu quando Gesù di sabato guarì la mano secca di uno disabile presente lì nel tempio.
I Farisei gelosi mormorarono in modo altisonante contro Gesù perché era sabato, ma il motivo vero era la loro gelosia.
Sicuramente quella fu una bellissima azione che Gesù fece al misero che aveva la mano paralizzata, ma a loro non importava il malato, ma rodevano perché quella guarigione li sminuiva: 
"Entrò di nuovo in una sinagoga, e là c’era un uomo con una mano paralizzata Gesù disse all’uomo: “Stendi la mano”. Lui la stese, e la sua mano guarì, allora i farisei uscirono e iniziarono immediatamente a cospirare contro di lui per ucciderlo." Marco 3:1-6 
Questo episodio ci fa capire che chi mormora non gli interessa il bene degli altri ma vuole solo mettersi in mostra. 

Questi sono tre esempi eclatanti.
Ma che dire del mormoratore nostrano, il conoscente, il parente, o l’amico?
Sicuramente va aiutato, il difficile è come aiutarlo? 
Come arrivare al suo cuore senza che si chiuda e cominci a mormorare ulteriormente verso di te?
Tieni presente che è come tentare di aprire un riccio a mani nude, sicuramente ti pungi molte volte quindi non è il metodo giusto, ma è il riccio che deve aprirsi da solo.

Lo stimolo che potrebbe funzionare sono i grandi spazi aperti, le distese silenziose, camminare lentamente con lo sguardo lungo, oppure le grandi montagne, le vedute di vallate, le cascate scroscianti e vaporose.
Queste grandi opere della natura entrano nel cuore e stimolano la riflessione, mettono calma dentro, e rallentano il cuore, convertono i pensieri ripetitivi e inquietanti e negativi in pensieri positivi di pace.
I noduli mentali dei mormoratori si sciolgono vedendo i grandi spettacoli della natura, favorendo un inizio di nuovi pensieri di lode.
Per eliminare il pettegolezzo, esiste anche un metodo '
B' , interessarsi di qualcosa o di qualcuno, oppure accudire un piccolo angolo di orto o di giardino sul terrazzo, oppure scegliere mentalmente una persona di tua conoscenza che si trova nel bisogno, e decidere di sostenerla in qualche maniera. 
E ti accorgerai che i tuoi mormorii svaniranno. 

Il mormorare è avere acqua amara in bocca, non berla.

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